La nostra storia

A Casoria, sulla via Duca D’Aosta, a poco più di duecento metri da Afragola, c’era un antico mulino andato in disuso nel dopoguerra. I proprietari di questo mulino, che erano persone pie e timorate di Dio, costruirono accanto al mulino una cappellina, col nome di “Santa Maria della Natività”, affinché gli operai potessero partecipare alla Santa Messa domenicale, visto che gli stessi erano costretti a lavorare anche di domenica per il tipo dì lavoro che svolgevano. Questo mulino, con il terreno su cui insisteva, fu venduto ad un costruttore del luogo il quale costruì su quel terreno un palazzo con più dì cento appartamenti, che in meno dì due anni furono tutti venduti o locati. Quello fu l’inizio di una forte urbanizzazione del nostro quartiere, facendo sentire forte la necessità di costruire una chiesa. La Curia ascoltava le nostre richieste, sentiva tutta l’urgenza dei nostri bisogni, ma non aveva la possibilità di rispondere positivamente. In quel tempo non esisteva ancora la destinazione dell’otto per mille alla Chiesa, perciò le nostre richieste venivano eluse per mancanza di fondi. Ma ad un certo punto la Curia si ricordò, o glielo fecero ricordare, che c’era quella cappellina che era stata costruita per gli operai del mulino e la chiesero ai proprietari, che senza riserve la offrirono. Nasceva così la Chiesa parrocchiale ” Sant’ Antonio Abate in Santa Maria della Natività”, un grande nome per una piccola chiesa. La chiesetta nacque nel 1970 e fu affidata dal Cardinale Corrado Ursi a don Vincenzo Faraco che si dimostrò vero educatore perché uomo di vita interiore e di preghiera. Certamente la chiesetta era inadatta alle esigenze dei fedeli: lo spazio era poco, conteneva poco più dì 70 persone, usando anche lo spazio dell’altare e un po’ di sacrestia. Siccome la chiesa risultava sempre più piccola per le molteplici attività che don Vincenzo voleva far svolgere, con grandi sacrifici economici, fittò un locale in un fabbricato che era proprio di fronte alla parrocchia; vi mise un tavolo di ping-pong, dei bigliardini e fondò l’associazione dei giovani, che guidati dal diacono Giuseppe Delle Cave, attualmente Parroco di San Marco, una Parrocchia di Afragola, cominciarono ad approfondire la conoscenza del Vangelo. Questo locale servì anche per il catechismo ai bambini, per la preparazione alla cresima, per la preparazione al matrimonio, per la preparazione al battesimo, e per le riunioni del consiglio pastorale. Il costante appello che don Vincenzo incominciò a rivolgere alle autorità civili e religiose per la realizzazione di una chiesa più a dimensione del quartiere, che nel frattempo cresceva sempre di più, era ricco di promesse che però non venivano mai realizzate. La domenica del 31 agosto 1986, sull’altare, mentre impartiva la benedizione finale ai fedeli, don Vincenzo fu colpito da un ictus che lo portò alla morte. A don Vincenzo dobbiamo un grande merito, quello di puntare sempre e soprattutto sui giovani, perché diceva che essi sono la vita della società. A don Vincenzo successe don Raffaele Auditano, un sacerdote giovane e pieno d’entusiasmo, che portò nella parrocchia una ventata di giovinezza. Intanto la popolazione cresceva a  ritmi vertiginosi e diventava un vero problema contenere tutto il popolo dei fedeli in quella piccola chiesetta. Per sovvenire alle difficoltà dello spazio, nei periodi forti della Chiesa, don Raffaele fu costretto a fittare un locale nei pressi della chiesetta ove svolgere le funzioni religiose. Questo, però, rappresentava comunque un rimedio occasionale, che non permetteva di realizzare un costante e duraturo progetto pastorale.Come per miracolo, avvenne un fatto importante: per una legge del dopo- terremoto i terreni requisiti dal comune, per installarvi i prefabbricati, potevano essere offerti ad enti che ne facevano richiesta per realizzare strutture di pubblica utilità. La nostra parrocchia ne fece richiesta e così ci fu concesso un terreno poco distante dalla chiesetta su cui realizzare la tanta sospirata chiesa. Dopo diversi anni di sacrifici a cui furono sottoposti don Raffaele e i fedeli, la nuova chiesa fu consegnata al parroco il 1° ottobre del 1994.